Premessa

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Definizione: infinito e infinitesimo

Data una funzione e un punto di accumulazione per , diciamo che:

  • è un infinitesimo in (o per che tende a ) se
  • è un infinito in (o per che tende a ) se

Proposizione: rapporto tra infiniti e infinitesimi

Data una funzione e un punto di accumulazione per , se in ogni intorno di esiste un tale che , allora è un infinitesimo in se e solo se è un infinito in :

1 - Simboli di Landau

Introduciamo ora delle nozioni che ci permettono di confrontare localmente le funzioni, cioè in un intorno di un punto. Poiché la nozione locale più generale che conosciamo è quella del limite, tutte queste nozioni che introdurremo si baseranno su di essa, anzi non saranno altro che un modo diverso di scrivere l’operazione di limite. Faremo ciò attraverso quelli che vengono chiamati simboli di Landau.

Definizione: simboli di Landau

I simboli di Landau (o notazione asintotica) sono un linguaggio formale per confrontare il comportamento di due funzioni in prossimità di un punto (finito o infinito). Non descrivono il valore di una funzione, ma la sua velocità di crescita relativa rispetto a un’altra.

I simboli di Landau sono l’-piccolo, l’-grande, il -grande e l’equivalenza asintotica e prendono il nome dal matematico tedesco Edmund Landau che li ha ideati e formalizzati.

1.1 - -piccolo

Definizione: -piccolo

Date due funzioni (con ) e un punto di accumulazione per , diciamo che è -piccolo di per che tende a se

e in tal caso scriviamo ” per ” (oppure ” per ”).

L’-piccolo è uno dei simboli di Landau.

Osservazione: nell' -piccolo non identicamente nulla

Affinché l’-piccolo sia ben definito (e cioè, affinché possa esistere il limite), è necessario che la funzione non sia identicamente nulla in alcun intorno bucato di intersecato con :

Ciò garantisce che il rapporto sia definito in un insieme di punti che si accumula su , permettendoci così di fare affermazioni sensate sul suo comportamento asintotico.

1.1.1 - Proprietà dell’-piccolo

Proprietà: transitività di -piccolo

Vale la proprietà transitiva per -piccolo: se e per un certo , allora vale anche per , infatti

Attenzione: abuso di notazione nei simboli di Landau

Nella notazione di -piccolo , il simbolo NON è un’uguaglianza di fatto tra funzioni, ma sta solo ad indicare una proprietà qualitativa di rispetto a .

Non è quindi applicabile la proprietà transitiva dell’uguaglianza, cioè

Infatti, e ma .

Proposizione: -piccolo di se stesso

Data una funzione , l’-piccolo di è -piccolo di per (che può sembrare uno scioglilingua, ma non lo è), cioè vale

Proposizione: -piccolo, infiniti e infinitesimi

Data una funzione che è -piccolo di per , si ha che è un infinitesimo in e, al contrario, se è -piccolo di per , allora è un infinito in :

1.1.2 - Trascurabilità di una funzione

Definizione: trascurabilità di una funzione

Date due funzioni (con ) e un punto di accumulazione per , se è -piccolo di per , allora diciamo che è trascurabile rispetto a per .

Osservazione: significato di trascurabilità

Cerchiamo di comprendere meglio il significato di questa denominazione, anche al fine di evitare equivoci.

La dicitura ” è trascurabile rispetto a per ” indica che il limite

dipende solo da e non da , cioè nel calcolare questo limite l’addendo può essere trascurato rispetto a . Quindi si ha che

Infatti, raccogliendo , si ha che

Essendo -piccolo di per , si ha che . Se esiste il limite , allora per l’algebra dei limiti si ha che

Se invece non esiste il limite , allora anche il limite non esiste. Infatti, se per assurdo esistesse questo limite e fosse , poiché

e, sempre per l’algebra dei limiti, avremmo che

e otterremmo l’assurda affermazione che che va in contrasto con l’ipotesi iniziale per cui il limite non esiste.

1.1.3 - Principio di eliminazione dei termini trascurabili (PETT)

Principio di eliminazione dei termini trascurabili (PETT)

Date quattro funzioni (con ) e un punto di accumulazione per , abbiamo che se è -piccolo di per e è -piccolo di per , allora e sono trascurabili nella rispettiva somma con e :

Osservazione: riformulazione del PETT

Il principio di eliminazione dei termini trascurabili (PETT) può essere riformulato anche come

Osservazione: PETT per solo numeratore o denominatore

Il principio di eliminazione dei termini trascurabili (PETT) può essere utilizzato anche se la funzione trascurabile è presente solo al numeratore o al denominatore. Più precisamente,

Intuizione: mentre dice che non cresce “più velocemente” di , dice che e hanno lo stesso ordine di grandezza vicino a — cioè il rapporto resta “sandwiched” tra due costanti positive, senza mai avvicinarsi troppo a né esplodere.

Se il limite del rapporto esiste, questa condizione si traduce semplicemente in

Esempio: e per : si ha , perché .

Relazione con gli altri simboli:

Nota che -grande è una relazione simmetrica (se allora anche ), a differenza di -piccolo e -grande.

1.2 - -grande

Definizione: -grande

Date due funzioni (con ) e un punto di accumulazione per , diciamo che è -grande di per che tende a se esistono un intorno di e una costante tali che

e in tal caso scriviamo ” per ” (oppure ” per ”).

L’-grande è uno dei simboli di Landau.

1.3 - -grande

Definizione: -grande

Date due funzioni (con ) e un punto di accumulazione per , diciamo che è -grande di per che tende a se esistono un intorno di e due costanti tali che

e in tal caso scriviamo ” per ” (oppure ” per ”).

Il -grande è uno dei simboli di Landau.

1.4 - Equivalenza asintotica

Definizione: equivalenza asintotica

Date due funzioni (con ) e un punto di accumulazione per , diciamo che è equivalente a per che tende a (o che e sono asintotiche per che tende a ) se

e in tal caso scriviamo ” per ” (oppure ” per ”).

Osservazione: nell'equivalenza asintotica non identicamente nulla

Esattamente come avviene per l’-piccolo, anche per l’equivalenza asintotica serve che la funzione non sia identicamente nulla in ogni intorno bucato di intersecato con affinché il limite dell’equivalenza asintotica sia ben definito:

Proposizione: nell'equivalenza asintotica non identicamente nulla

Se una funzione è equivalente a un’altra funzione per , allora anche non è identicamente nulla in ogni intorno bucato di intersecato con :

1.4.1 - Proprietà dell’equivalenza asintotica

Proprietà: riflessività dell'equivalenza asintotica

Una funzione è sempre equivalente a se stessa per , cioè l’equivalenza asintotica gode della proprietà riflessiva:

Proprietà: simmetria dell'equivalenza asintotica

Date due funzioni e , si ha che se è equivalente a per , allora anche è equivalente a per , cioè l’equivalenza asintotica gode della proprietà simmetrica:

Proposizione: limiti di due funzioni equivalenti

Se una funzione è equivalente a un’altra funzione per e se esiste il limite di per , allora esiste il limite di per ed è uguale a :

Proposizione: relazione tra l'equivalenza asintotica e l' -piccolo

Si ha che una funzione è equivalente a un’altra funzione per se e solo se è -piccolo di per :

Osservazione: come interpretare

La notazione non è da intendersi come un’uguaglianza ma, esattamente come già detto prima, è un abuso di notazione che ci permette di indicare una proprietà qualitativa di rispetto a : questa notazione indica che differisce da solo per un termine trascurabile rispetto a stesso.

In altre parole, per , possiamo approssimare con e l’errore che commettiamo (cioè ) è uguale a , cioè va intesa come una quantità minuscola.

2 - Confronto fra infiniti e infinitesimi

Introduciamo una terminologia per confrontare fra loro gli infiniti e fra loro gli infinitesimi, utilizzando le nozioni di -piccolo e di equivalenza asintotica.

Definizione: ordine di infinito

Date due funzioni (con ) e un punto di accumulazione per , con e infiniti in , se è -piccolo di per , allora diciamo che

  • ha un ordine di infinito inferiore a per (o che è un infinito di ordine inferiore a per ) e
  • ha un ordine di infinito superiore a per (o che è un infinito di ordine superiore a per ):

Se invece è equivalente a per (con ), allora diciamo che e hanno lo stesso ordine di infinito per :

Definizione: ordine di infinitesimo

Date due funzioni (con ) e un punto di accumulazione per , con e infinitesimi in , se è -piccolo di per , allora diciamo che

  • ha un ordine di infinitesimo superiore a per (o che è un infinitesimo di ordine superiore a per ) e
  • ha un ordine di infinitesimo inferiore a per (o che è un infinitesimo di ordine inferiore a per ):

Se invece è equivalente a per (con ), allora diciamo che e hanno lo stesso ordine di infinitesimo per :

Osservazione: differenza di significato di tra infiniti e infinitesimi

Dalle definizioni sull’ordine di infinito e l’ordine di infinitesimo possiamo evincere che la scrittura ha un significato diverso a seconda che e siano entrambi infiniti o infinitesimi. In particolare:

e infiniti e infinitesimi
per ha un ordine di infinito inferiore a ha un ordine di infinitesimo superiore a

2.1 - Infiniti e infinitesimi campione

Sin qui abbiamo introdotto una terminologia per confrontare fra loro gli infiniti e gli infinitesimi. Poiché la casistica è vasta, per poterli confrontare in modo rapido è necessario avere a disposizione delle funzioni che svolgano il ruolo di “sistemi di riferimento” con cui confrontarli. Queste funzioni sono gli infiniti e gli infinitesimi campione.

Poiché le funzioni più “semplici” sono quelle razionali, questi infiniti e gli infinitesimi campione sono proprio funzioni razionali.

Definizione: infiniti e infinitesimi campione

Dato un punto :

  • Se , allora l’infinito campione è la funzione .
  • Se , allora l’infinito campione è la funzione .
  • Se , allora l’infinitesimo campione è la funzione .
  • Se , allora l’infinitesimo campione è la funzione .
Infinito campioneInfinitesimo campione

La presenza del valore assoluto negli infiniti e infinitesimi campione è giustificata dalla seguente definizione.

Definizione: infinit(esim)o di ordine rispetto all'infinit(esim)o campione

Date due funzioni (con ) e un punto di accumulazione per con infinito (o infinitesimo) in , diciamo che è un infinito (o infinitesimo) di ordine rispetto all’infinito (o infinitesimo) campione per se

In tal caso diciamo che è la parte principale dell’infinito (o infinitesimo) rispetto all’infinito (o infinitesimo) campione per .

Osservazione: come va inteso un infinit(esim)o di ordine rispetto all'infinit(esim)o campione

Quando diciamo che è un infinito (o infinitesimo) di ordine rispetto all’infinito (o infinitesimo) campione per , stiamo dicendo che si comporta come , a meno di una costante.

In pratica, l’ordine misura la velocità di avvicinamento a (o di fuga verso ) usando l’infinito (o infinitesimo) campione come “righello”: più è alto l’ordine, più rapidamente la funzione va verso o verso .

Per esempio, prendendo per l’infinitesimo campione , si ha una gerarchia naturale:

Ordine Infinitesimi di esempioComportamento
Tendono a più lentamente di
, , Tendono a come
, Tendono a più velocemente di
, Tendono a ancora più velocemente

Osservazione: perché serve che ?

Il limite di deve essere finito e non nullo perché:

  • Se fosse , significherebbe che cresce (o decresce) molto più velocemente di , quindi l’ordine va abbassato.
  • Se fosse , significherebbe che cresce (o decresce) molto più lentamente di , quindi l’ordine va alzato.

L’ordine è dunque il valore “giusto” che risponde alla domanda: “alzando alla potenza , riesco a tenere il passo con ?”. Quando il limite dà un , la risposta è sì: è quello corretto, e è la parte principale, cioè l’approssimazione più semplice di vicino a .

Definizione: infinit(esim)o di ordine superiore o inferiore a qualsiasi potenza di

Data una funzione (con ) e un punto di accumulazione per con infinito (o infinitesimo) in , diciamo che è un infinito di ordine superiore o infinitesimo di ordine inferiore a qualsiasi potenza di un infinito o infinitesimo campione per se:

cioè se è un infinito tende a più velocemente di per ogni , mentre se è un infinitesimo tende a più lentamente di per ogni .

Al contrario, è un infinito di ordine inferiore o infinitesimo di ordine superiore a qualsiasi potenza di un infinito o infinitesimo campione per se:

cioè se è un infinito tende a più lentamente di per ogni , mentre se è un infinitesimo tende a più velocemente di per ogni .

è un infinito è un infinitesimo
è un infinito di ordine superiore,
tende a più velocemente di
è un infinitesimo di ordine inferiore,
tende a più lentamente di
è un infinito di ordine inferiore,
tende a più lentamente di
è un infinitesimo di ordine superiore,
tende a più velocemente di

Ci sono casi però in cui un infinito o un infinitesimo non sono di un ordine preciso, ma non sono neanche superiori o inferiori a qualsiasi potenza rispetto all’infinito o infinitesimo campione , bensì il loro ordine si trova in un intervallo.

Definizione: infinit(esim)o di ordine superiore o inferiore all'ordine rispetto all'infinit(esim)o campione

Data una funzione (con ) e un punto di accumulazione per con infinito (o infinitesimo) in , diciamo che è un infinito di ordine superiore o infinitesimo di ordine inferiore all’ordine rispetto all’infinito o infinitesimo campione per se

Al contrario, è un infinito di ordine inferiore o infinitesimo di ordine superiore all’ordine rispetto all’infinito o infinitesimo campione per se


Fonti

  • 🏫 Corso di Laurea in Informatica (L-31 R) presso l’Università di Torino:
    • Corso di Analisi Matematica - canale C, A.A. 2020-21 (pagina Moodle):
      • Prof. Barutello Vivina Laura, videolezioni:
      • Prof. Boscaggin Alberto, videolezioni:
  • 📚 Sergio Lancelotti, Lezioni di Analisi Matematica I, Celid, 2020 (ISBN: 978-8867891979):
    • Capitolo 3 - Limiti e continuità:
      • 4 - Confronto locale fra funzioni:
        • 4.1 - Infiniti e infinitesimi.
        • 4.2 - Simboli di Landau.
        • 4.3 - Confronto fra infiniti e infinitesimi.