Premessa

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Introduciamo una delle nozioni più importanti dell’analisi matematica, ossia quella di limite. È alla base di altre nozioni fondamentali, quali ad esempio quella di derivata e di integrale. Prima di vedere la definizione, introduciamo questo concetto attraverso alcuni esempi che ci permettono di capire il suo significato.

1 - Introduzione ai limiti

1.1 - Limite finito al finito

Immaginiamo di avere una funzione

Ovviamente sappiamo che questa funzione non è definita per . Tuttavia, quando si avvicina al punto , la funzione come si comporta? Cosa fa? Questa funzione è fisicamente una funzione?

Diciamo quindi che vogliamo scoprire cosa succede quando tende a , cioè quando si avvicina ai punti intorno all’ ma non assume il valore . Indichiamo questa cosa con

Proviamo ad analizzare il comportamento di quando , sia avvicinandoci a da “sinistra” (cioè partendo da valori minori di ), sia da “destra” (cioè partendo da valori maggiori di ):

Possiamo ipotizzare che, per , tenda a . Però ora ci chiediamo: quanto vicino a deve stare la affinché si trovi a una distanza da inferiore (per esempio) a (cioè al massimo )? Per definizione di distanza, abbiamo che

Quindi, per definizione di intorno, possiamo riscrivere che se si trova in un intorno di di raggio (cioè ), allora si troverà in un intorno di di raggio (cioè ):

Ma invece di fissare come soglia , possiamo prendere un qualsiasi numero piccolo a piacere e chiederci: quanto vicino a devo prendere affinché sia a una distanza da inferiore a ?

Riassumiamo tutta questa pappardella nella notazione del limite, scrivendo così:

Questa notazione significa che, per ogni distanza di da , esiste un valore (in questo caso uguale a ) che indica la distanza di da , tale che se (cioè se ha una distanza da minore di ) allora (cioè avrà una distanza da sicuramente minore di ).

Non è un concetto semplice da capire, ma proseguendo più in là ci verrà naturale capire cosa stiamo provando a dire qui.

Esistono vari “tipi” di limite e questo è detto limite finito al finito perché se tende a un valore finito allora la tenderà a un valore finito .

Definizione: limite finito al finito

Data una funzione per qualche e , si dice che ammette limite finito per che tende a e si scrive

se

Osservazione: definizione alternativa di limite finito al finito

Nella definizione di limite finito al finito gli intorni possono essere sostituiti dalla distanza sfruttando la definizione stessa di intorno:

Osservazione: dipendenza di da

Il valore di dipende da perché, a seconda di quanto piccolo scegliamo , il sarà sufficientemente piccolo da rispettare la definizione di limite finito al finito.

Per questo motivo, alcuni usano la notazione per indicare che è in funzione di .

Osservazione: basta un qualsiasi nel limite finito al finito

In un limite finito al finito non è importante trovare il miglior , cioè la distanza minore possibile tra ed , ma ne basta uno qualunque che funzioni.

Per esempio, consideriamo la funzione definita da

Vogliamo dimostrare che vale il limite

Secondo la definizione alternativa del limite finito al finito, abbiamo che

Consideriamo un qualunque: esiste un che rispetta questa definizione?

Partiamo dall’obiettivo che vogliamo dimostrare, cioè che . Si ha che, se allora, per la definizione di questa funzione, abbiamo che

Dato che abbiamo anche che , poniamo arbitrariamente , che non è necessariamente il più piccolo che possiamo prendere in questo limite.

Ciò ci porta al fatto che, per ogni tale che , soddisfiamo automaticamente l’obiettivo , verificando così il limite.

Perché è “arbitrario”? Perché avremmo potuto prendere o o qualunque altro valore più piccolo di , ma tanto funzionerebbero tutti: è semplicemente il più comodo che emerge dal calcolo.

Notiamo anche il fatto che , ma è irrilevante: la condizione esclude esattamente , quindi il valore in quel punto non conta.

1.2 - Limite infinito all’infinito

Immaginiamo di avere una funzione

Questa funzione è definita ovunque, quindi non c’è nessun punto “proibito”. Tuttavia, ci chiediamo una cosa diversa: cosa succede ai valori di quando diventa arbitrariamente grande? Esiste un valore verso cui tende?

Diciamo quindi che vogliamo scoprire cosa succede quando tende a , cioè quando cresce senza mai fermarsi. Indichiamo questa cosa con

Proviamo ad analizzare il comportamento di quando , osservando cosa succede ai valori di man mano che cresce:

Possiamo ipotizzare che, per , anche tenda a . Però ora ci chiediamo: quanto grande deve essere affinché superi (per esempio) la soglia ?

Quindi, se si trova oltre la soglia , allora si troverà sicuramente oltre la soglia :

Ma invece di fissare come soglia , possiamo prendere un qualsiasi valore grande a piacere e chiederci: quanto grande deve essere affinché superi ?

Otteniamo quindi che:

Possiamo riassumere tutto ciò nella seguente notazione:

Questa notazione significa che, per ogni soglia grande quanto vogliamo, esiste un valore (in questo caso uguale a ) tale che se allora .

Questo tipo di limite è detto limite infinito all’infinito perché se tende a un valore infinito (cioè ) allora anche tenderà a un valore infinito (cioè ).

Definizione: limite infinito all'infinito

Data una funzione per qualche , si dice che:

  • ammette limite per che tende a se:
  • ammette limite per che tende a se:
  • ammette limite per che tende a se:
  • ammette limite per che tende a se:

Osservazione: basta un qualsiasi nel limite infinito all'infinito

In un limite infinito all’infinito non è importante trovare il miglior , cioè la soglia più piccola possibile oltre la quale , ma ne basta uno qualunque che funzioni.

Per esempio, consideriamo la funzione definita da

Vogliamo dimostrare che vale il limite

Secondo la definizione del limite infinito all’infinito, abbiamo che

Consideriamo un qualunque: esiste un che rispetta questa definizione?

Partiamo dall’obiettivo che vogliamo dimostrare, cioè che . Si ha che

Dato che, per definizione, abbiamo anche , poniamo arbitrariamente , che non è necessariamente il più piccolo che possiamo prendere in questo limite.

Ciò ci porta al fatto che, per ogni tale che , soddisfiamo automaticamente l’obiettivo , verificando così il limite.

Perché è “arbitrario”? Perché avremmo potuto prendere o o qualunque altro valore più grande di , ma tanto funzionerebbero tutti: è semplicemente il più preciso che emerge dal calcolo.


Immaginiamo di avere una funzione

Quando la variabile indipendente diventa arbitrariamente grande,, si dice che tende all’infinito o, più precisamente, tende a più infinito e si indica con

Analizziamo il comportamento di quando (usando la notazione scientifica):

Da questa tabella si intuisce che al tendere di all’infinito i valori di diventano sempre più grandi. Con il linguaggio introdotto in precedenza possiamo affermare che anche tende a più infinito: esprimiamo questo fatto con la scrittura

che si legge limite per che tende a più infinito di uguale a più infinito.

Consideriamo ora la funzione

Siamo interessati a conoscere qual è il comportamento di quando la variabile si avvicina sempre di più al punto . Osserviamo che, per con , il valore di diventa sempre più positivo, mentre per con il valore di diventa sempre più negativo.

Se, tuttavia, si avvicina a in modo casuale, cambiando anche segno, e “saltando” da un lato all’altro rispetto allo , non possiamo dire con certezza se sta diventando sempre più positivo o sempre più negativo, quindi potremmo concludere che per si ha che non ha un comportamento ben determinato e il limite di per non esiste. Ecco che quindi, in questo caso, dobbiamo necessariamente specificare da quale lato vogliamo avvicinarci allo , se da destra o da sinistra.

Da questi esempi si capisce che la nozione di limite ci dice qual è il comportamento (o andamento) di una funzione e dei valori che essa può assumere a seconda di come la sua variabile indipendente tende a un determinato “punto” (e qui la parola punto viene messa tra virgolette perché la variabile può anche tendere verso o che non sono punti di ).

1.3 - Limite finito all’infinito

Immaginiamo ora di avere una funzione

Questa funzione è definita ovunque tranne che in . Ci chiediamo: cosa succede ai valori di quando diventa arbitrariamente grande? Esiste un valore finito verso cui tende?

Diciamo quindi che vogliamo scoprire cosa succede quando tende a . Proviamo ad analizzare il comportamento di quando :

Possiamo ipotizzare che, per che tende a , tenda a . Però ora ci chiediamo: quanto grande deve essere affinché si trovi a una distanza da inferiore (per esempio) a ?

Quindi, se , allora si troverà sicuramente entro una distanza da :

Ma invece di fissare come soglia , possiamo prendere un qualsiasi valore piccolo a piacere e chiederci: quanto grande deve essere affinché ?

Otteniamo quindi che:

Possiamo riassumere tutto ciò nella seguente notazione:

Questa notazione significa che, per ogni soglia piccola quanto vogliamo, esiste un valore (in questo caso uguale a ) tale che se allora .

Questo tipo di limite è detto limite finito all’infinito perché se tende a un valore infinito (cioè ) allora tende a un valore finito (cioè ).

Definizione: limite finito all'infinito

Data una funzione per qualche e , si dice che:

  • ammette limite per che tende a se:
  • ammette limite per che tende a se:

Osservazione: basta un qualsiasi nel limite finito all'infinito

In un limite finito all’infinito non è importante trovare il miglior , cioè la soglia più piccola possibile oltre la quale , ma ne basta uno qualunque che funzioni.

Per esempio, consideriamo la funzione definita da

Vogliamo dimostrare che vale il limite

Secondo la definizione del limite finito all’infinito, abbiamo che

Consideriamo un qualunque: esiste un che rispetta questa definizione?

Partiamo dall’obiettivo che vogliamo dimostrare, cioè che . Si ha che

Dato che, per definizione, abbiamo anche , poniamo arbitrariamente , che non è necessariamente il più piccolo che possiamo prendere in questo limite.

Ciò ci porta al fatto che, per ogni , soddisfiamo automaticamente l’obiettivo , verificando così il limite.

Perché è “arbitrario”? Perché avremmo potuto prendere o o qualunque altro valore più grande, ma tanto funzionerebbero tutti.

1.4 - Limite infinito al finito

Ora analizziamo l’ultimo “tipo” di limite. Immaginiamo di avere una funzione

Questa funzione non è definita in . Ci chiediamo: cosa succede ai valori di quando si avvicina a ? Tende a un valore finito, oppure succede qualcos’altro?

Diciamo quindi che vogliamo scoprire cosa succede quando tende a . Proviamo ad analizzare il comportamento di quando , avvicinandoci sia da sinistra che da destra:

Possiamo ipotizzare che, per , tenda a . Però ora ci chiediamo: quanto vicino a deve stare affinché superi (per esempio) la soglia ?

Quindi, se (cioè se ), allora si troverà sicuramente oltre la soglia :

Ma invece di fissare come soglia , possiamo prendere un qualsiasi valore grande a piacere e chiederci: quanto vicino a deve stare affinché ?

Otteniamo quindi che:

Possiamo riassumere tutto ciò nella seguente notazione:

Questa notazione significa che, per ogni soglia grande quanto vogliamo, esiste un (in questo caso uguale a ) tale che se allora .

Questo tipo di limite è detto limite infinito al finito perché se tende a un valore finito (cioè ) allora diverge a .

Definizione: limite infinito al finito

Data una funzione per qualche e , si dice che:

  • ammette limite per che tende a se:
  • ammette limite per che tende a se:

Osservazione: basta un qualsiasi nel limite infinito al finito

In un limite infinito al finito non è importante trovare il miglior , cioè il più grande possibile tale che per ogni , ma ne basta uno qualunque che funzioni.

Per esempio, consideriamo la funzione definita da

Vogliamo dimostrare che vale il limite

Secondo la definizione del limite infinito al finito, abbiamo che

Consideriamo un qualunque: esiste un che rispetta questa definizione?

Notiamo che, poiché , abbiamo che

Quindi ci basta trovare un tale che , che è più semplice:

Poniamo quindi arbitrariamente , che non è necessariamente il più grande che possiamo prendere in questo limite.

Ciò ci porta al fatto che, per ogni , si ha e quindi , verificando così il limite.

Perché è “arbitrario”? Perché avremmo potuto prendere qualunque più piccolo, come o , e funzionerebbero tutti ugualmente.

1.5 - Definizione generale di limite

Ora proviamo a riunire questi quattro casi “specifici” in una definizione più generale di limite.

Definizione: limite

Data una funzione , un punto di accumulazione per e un valore , diciamo che ha limite per che tende a e si scrive

se

Osservazione: non è necessario che

Nella definizione di limite, il punto è un punto di accumulazione per , quindi può anche non appartenere al dominio: ecco perché si richiede che . Un altro motivo per cui ciò accade è che, anche se , il limite, sia che esista sia che non esista, non dipende dal valore di in , ma solo dai valori di nei punti in un intorno di .

2 - Funzioni senza limite

Proposizione: la funzione segno non ha limite

Data la funzione segno definita da

il suo limite

non esiste.

Osservazione: utilità della definizione del limite

La definizione di limite non è utile ai fini del calcolo del limite, ma solo per verificare il valore del limite o per confutarne l’esistenza.

Esercizio

Provare che non esiste il limite

3 - Unicità del limite

Teorema di unicità del limite

Data una funzione , un punto di accumulazione per e due valori per i quali esiste il limite , allora

4 - Limiti laterali

Definizione: limite destro

Data una funzione e un punto di accumulazione per e un valore , diciamo che ha limite destro per che tende a (o che tende a per che tende a da destra) se, per ogni intorno di , esiste un intorno destro di tale che, per ogni con , si ha che :

In tal caso scriviamo

che si legge “limite per che tende a di uguale ” o ” tende a per che tende a da destra”.

Definizione: limite sinistro

Data una funzione e un punto di accumulazione per e un valore , diciamo che ha limite sinistro per che tende a (o che tende a per che tende a da sinistra) se, per ogni intorno di , esiste un intorno sinistro di tale che, per ogni con , si ha che :

In tal caso scriviamo

che si legge “limite per che tende a di uguale ” o ” tende a per che tende a da sinistra”.

Definizione: limiti laterali

Il limite destro e limite sinistro sono detti limiti laterali.

Osservazione: casi specifici dei limiti laterali

Queste definizioni, esattamente per come avviene per i limiti, possono essere scritte in modo più specifico a seconda che o .

Per esempio, con un limite destro di con , si ha che

Invece, con un limite sinistro di con , si ha che

Proposizione: limiti laterali coincidenti

Data una funzione e un punto di accumulazione sia per che per e un valore , allora

Corollario del teorema di unicità del limite per i limiti laterali

Osservazione: equivalenza tra limiti e limiti laterali

Se una funzione è definita solo per , allora

Analogamente, se una funzione è definita solo per , allora

5 - Limiti per eccesso e per difetto

Definizione: limite per eccesso

Data una funzione per qualche e , si dice che ammette limite finito per eccesso per che tende a e si scrive

se

Definizione: limite per difetto

Data una funzione per qualche e , si dice che ammette limite finito per difetto per che tende a e si scrive

se

6 - Algebra dei limiti

Teorema della somma di limiti finiti

Dato un sottoinsieme non vuoto, due funzioni e e un punto di accumulazione per , se esistono i limiti e , allora il limite della loro somma è uguale alla somma dei loro limiti:

Teorema del prodotto di limiti finiti

Dato un sottoinsieme non vuoto, due funzioni e e un punto di accumulazione per , se esistono i limiti e , allora il limite del loro prodotto è uguale al prodotto dei loro limiti:

Teorema del quoziente di limiti finiti

Dato un sottoinsieme non vuoto, due funzioni e e un punto di accumulazione per , se esistono i limiti e con , allora il limite del loro quoziente è uguale al quoziente dei loro limiti:

Teorema del reciproco di un limite

Data una funzione e un punto di accumulazione , se esiste il limite ed è diverso da , allora il limite del suo reciproco è uguale al reciproco del limite:

6.1 - Algebra dei limiti infiniti

Ora vediamo alcune operazioni in cui almeno uno dei due limiti è infinito (cioè è o un limite infinito all’infinito o un limite infinito al finito).

Teorema della somma di limite finito con limite infinito

Dato un sottoinsieme non vuoto, due funzioni e un punto di accumulazione per , se

allora

Teorema della somma di limiti infiniti concordi

Dato un sottoinsieme non vuoto, due funzioni e un punto di accumulazione per , se

allora

Teorema del prodotto di limiti infiniti concordi

Dato un sottoinsieme non vuoto, due funzioni e un punto di accumulazione per , se

allora

Teorema del quoziente di limite finito con limite infinito

Dato un sottoinsieme non vuoto, due funzioni e un punto di accumulazione per , se

allora

Teorema del quoziente di limite finito con limite nullo

Dato un sottoinsieme non vuoto, due funzioni e un punto di accumulazione per , se

allora

7 - Teoremi del confronto

Teorema dei due carabinieri

Date tre funzioni (con ) e un punto di accumulazione per , se esistono i limiti

ed esiste un intorno di tale che

allora

Teorema del confronto per limiti infiniti

Date due funzioni (con ) e un punto di accumulazione per , se esiste un intorno di tale che, per ogni , si abbia , allora

Esercizio ( ): completa la dimostrazione

Completa la dimostrazione del teorema del confronto per limiti infiniti dimostrando il secondo caso:

Primo teorema del confronto

Date due funzioni (con ) e un punto di accumulazione per , se esistono i limiti

ed esiste un intorno di tale che

allora

8 - Limiti di funzioni monotone

Teorema dei limiti laterali di funzioni monotone

Data una funzione monotona su e un punto di accumulazione per , allora si ha che:

Se è un punto di accumulazione per , allora si ha che:


Fonti

  • 🏫 Corso di Laurea in Informatica (L-31 R) presso l’Università di Torino:
    • Corso di Analisi Matematica - canale C, A.A. 2020-21 (pagina Moodle):
  • 📚 Sergio Lancelotti, Lezioni di Analisi Matematica I, Celid, 2020 (ISBN: 978-8867891979):
    • Parte I - I concetti dell’analisi matematica:
      • Capitolo 1 - Funzioni e modelli:
        • 1 - Funzioni e grafici:
          • 1.4 - Comportamento asintotico all’infinito.
      • Capitolo 3 - Limiti e continuità:
        • 2 - Limiti di funzioni:
          • 2.2 - Limiti laterali.
        • 3 - Teoremi su limiti e continuità:
          • 3.3 - Algebra dei limiti.
          • 3.5 - Teoremi del confronto.
          • 3.6 - Limiti delle funzioni monotone.