Premessa
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Definizione: successione
Una successione è una funzione , denotata con "" o "" (o, quando non c’è ambiguità di notazione, anche o ), che associa a ogni numero naturale , detto indice della successione, un valore denotato con "" e detto termine della successione.
Osservazioni: successioni sono funzioni continue
Poiché una successione è una funzione definita su o su un suo sottoinsieme illimitato superiormente, il dominio della successione è un insieme discreto, cioè costituito solo da punti isolati, pertanto la successione è una funzione continua.
Osservazione: possibili applicazioni delle successioni
A cosa ci può servire quindi studiare queste successioni?
Una possibile applicazione del concetto di successione si può trovare in biologia per quanto riguarda la riproduzione cellulare: si può per esempio studiare una successione dove l’-esimo termine indica il numero di cellule che costituiscono l’organismo all’-esima generazione, similmente all’applicazione del concetto di derivata allo studio demografico di una popolazione.
Un’altra possibile applicazione è nello studio della complessità degli algoritmi in cui si può studiare una successione dove l’-esimo termine indica il numero di operazioni per eseguire l’algoritmo su un array di dimensione .
Notazione: successione definita con una formula esplicita
Una successione si può definire attraverso una formula esplicita, cioè esattamente come facciamo con le funzioni definite con una formula esplicita, definendo qual è la trasformazione che viene applicata all’-esimo termine: per esempio, possiamo definire una successione come
dove al termine -esimo viene assegnato il valore del suo fattoriale (es. ), oppure la successione
dove al termine -esimo viene assegnato il valore di (es. ).
Notazione: successione definita con una relazione ricorsiva
Una successione si può definire attraverso una relazione ricorsiva in cui si esprime ricorsivamente il valore del termine -esimo, in particolare:
- si esprime il valore del termine -esimo rispetto a termini che lo precedono, i quali sono parametri di una funzione detta relazione ricorsiva e
- si esprime il valore iniziale dei primi termini della successione :
Per esempio, nella successione
abbiamo che:
- ,
- ,
- e così via.
Un esempio invece di una successione definita con una relazione ricorsiva con è la successione di Fibonacci.
Definizione: successione di Fibonacci
La successione (o sequenza) di Fibonacci è una successione definita come
Osservazione: differenza nelle due notazioni
La principale differenza tra la notazione con la formula esplicita e quella con la relazione ricorsiva è che la prima ci permette di calcolare direttamente l’-esimo termine, mentre con la seconda siamo costretti a calcolare anche tutti gli altri termini precedenti.
Possiamo quindi fare un parallelismo con i tipi di accesso alla memoria in informatica, in cui la notazione con la formula esplicita ci permette di fare un accesso casuale all’-esimo termine, mentre la notazione con la relazione ricorsiva ci permette di fare un accesso sequenziale.
Dal momento che le successioni sono in realtà funzioni, anche a loro si applicano concetti come quello di monotonia e limitatezza.
Definizione: successione monotona
Una successione si dice
- monotona crescente se
- monotona strettamente crescente se
- monotona decrescente se
- monotona strettamente decrescente se
- monotona se è monotona crescente o monotona decrescente e
- strettamente monotona se è strettamente monotona crescente o strettamente monotona decrescente.
Definizione: successione limitata
Una successione si dice
- superiormente limitata se
- inferiormente limitata se
- limitata se
1 - Limiti di successioni
Una successione, essendo illimitata superiormente, si ha che è un punto di accumulazione per il suo dominio. È quindi l’unico punto di accumulazione. Ne segue che per le successioni l’unico limite che ha senso calcolare è quello per la variabile che tende a .
Richiamiamo la definizione di limite, adattandola alle successioni, per .
Definizione: limite di successione
Data una successione e un valore , diciamo che ha limite per che tende a se, per ogni intorno di , esiste un tale che per ogni si ha che . In tal caso scriviamo
o, più semplicemente,
Cioè
In base al valore che può assumere il limite, la successione può essere convergente, divergente (positivamente o negativamente) o indeterminata.
Definizione: convergenza e divergenza di successioni
Una successione si dice che:
- converge a (oppure è una successione convergente) se .
- diverge positivamente (oppure è una successione divergente positivamente) se .
- diverge negativamente (oppure è una successione divergente negativamente) se .
- è indeterminata se non esiste il limite .
Teorema del legame tra la convergenza e la limitatezza di una successione
Se una successione è convergente allora è anche limitata.
Teorema del legame tra la monotonia e il limite di una successione
Se una successione è monotona allora il limite esiste e, in particolare,
- se è crescente e superiormente limitata allora è convergente,
- se è decrescente e inferiormente limitata allora è convergente,
- se è crescente e superiormente illimitata allora è divergente a ,
- se è decrescente e inferiormente illimitata allora è divergente a .
Osservazione: casi specifici del limite di successioni
Se una successione ha limite (cioè è una successione convergente), si ha che
Invece, se ha limite (cioè è una successione divergente positivamente o negativamente), si ha che
1.1 - Legame tra limiti di funzioni e limiti di successioni
Osservazione: validità dei teoremi dei limiti nei limiti di successioni
Poiché i limiti di successioni non sono altro che limiti di funzioni per , per essi valgono tutti i teoremi e le considerazioni fatte per questi ultimi, in particolare:
- il teorema di unicità del limite,
- il teorema di limitatezza locale,
- il teorema della permanenza del segno e le sue conseguenze,
- l’algebra dei limiti (somma, prodotto, quoziente e composizione),
- i teoremi del confronto e le loro conseguenze,
- il teorema sui limiti delle successioni monotone.
Inoltre, anche per i limiti di successioni si introducono le stesse forme indeterminate e si hanno i seguenti limiti notevoli:
- ,
- ,
- ,
- .
Inoltre, anche ai limiti di successioni si associano le nozioni di infinito, infinitesimo, -piccolo, equivalenza asintotica, ordini di infinito e di infinitesimo, infiniti e infinitesimi campione e parte principale.
1.2 - Teorema di caratterizzazione del limite
Il prossimo teorema lega tra loro le nozioni di limite di funzione e di limite di successione.
Teorema di caratterizzazione del limite
Data una funzione (con ), un punto di accumulazione per e un valore , allora se e solo se, per ogni successione in che tende a si ha che :
2 - Sottosuccessioni
Se da una successione selezioniamo solo alcuni termini stiamo creando una sottosuccessione.
Definizione: sottosuccessione
Date due successioni e , diciamo che è una sottosuccessione (o successione estratta) di se , dove è una successione strettamente crescente.
si può anche denotare come "".
Esempio di sottosuccessione
Consideriamo una successione qualsiasi e consideriamo una sottosuccessione definita da , dove è una successione strettamente crescente. Supponiamo che
Seguendo la regola , abbiamo che
Cioè, quello che stiamo facendo è selezionare tramite la funzione gli indici dei termini di che vogliamo associare a .
Una sottosuccessione di una successione è quindi una successione i cui termini sono selezionati tra quelli della successione di partenza, in modo che se un elemento è selezionato (per esempio ), allora i successivi sono selezionati tra quelli che hanno un indice maggiore di quest’ultimo (cioè , , , ecc.).
Teorema di permanenza del limite per sottosuccessioni
Data una successione , se ha limite uguale a , allora per ogni sottosuccessione di si ha che :
Teorema di Bolzano-Weierstrass
Una successione limitata ammette almeno una sottosuccessione convergente.
Criterio del rapporto per le successioni
Data una successione a termini positivi, se esiste il limite , allora:
- Se , allora .
- Se , allora .
Osservazione: nel criterio del rapporto per le successioni
Nel criterio del rapporto per le successioni non viene considerato il caso perché, in questo caso, non si può concludere nulla ed è necessario ricorrere a un altro metodo per calcolare il limite .
Criterio della radice per le successioni
Data una successione a termini positivi, se esiste il limite , allora:
- Se , allora .
- Se , allora .
Osservazione: nel criterio della radice per le successioni
Anche nel criterio della radice per le successioni non viene considerato il caso perché, sempre per lo stesso motivo, in questo caso non si può concludere nulla ed è necessario ricorrere a un altro metodo per calcolare il limite .
Teorema della generalità del criterio della radice
Data una successione a termini positivi, se esiste il limite , allora .
3 - Successioni geometriche
Definizione: successione geometrica
Osservazioni: successioni geometriche definite solo con relazione ricorsiva
Data la loro natura in cui ogni termine è legato al precedente, le successioni geometriche si possono definire solo tramite la notazione con la relazione ricorsiva.
Per esempio, possiamo definire la successione geometrica
in cui abbiamo che la sua ragione è e i primi termini sono:
- ,
- ,
- ,
- ,
- e così via.
Osservazione: formula esplicita di una successione geometrica
Data una successione geometrica , se , allora per ogni .
Se invece , allora avremo che:
- ,
- ,
- ,
- e così via.
Possiamo generalizzare ciò come
e questa formula viene detta formula esplicita della successione geometrica perché è un modo alternativo di definirla.
4 - Successioni definite con relazione ricorsiva
4.1 - Punti fissi
Approfondiamo le successioni definite con una relazione ricorsiva.
Definizione: punto fisso o punto di equilibrio di una relazione ricorsiva
In una successione definita con una relazione ricorsiva, un valore viene detto punto fisso (o punto di equilibrio) di se
Proposizione: legame tra la convergenza di una successione e il punto fisso
Data una funzione continua e una successione definita con la relazione ricorsiva , se esiste il limite
(cioè converge), allora è un punto fisso di (cioè ).
Dimostrazione del legame tra convergenza di una successione e punto fisso
Dimostriamo il legame tra la convergenza di una successione e il punto fisso.
Poiché la successione converge, cioè
allora abbiamo anche che
e cioè, per definizione di relazione ricorsiva,
D’altra parte, poiché è continua in , per il teorema del limite della funzione composta (o, equivalentemente, per la caratterizzazione della continuità per successioni) possiamo portare il limite “dentro” :
Confrontando le due espressioni ottenute per , cioè
per il teorema di unicità del limite, otteniamo
che è proprio la definizione di punto fisso di .
4.2 - Successioni ricorsive lineari
Consideriamo ora un caso specifico delle successioni ricorsive, ossia quelle lineari.
Definizione: successione ricorsiva lineare
Una successione ricorsiva si dice lineare quando la sua formula ricorsiva è della forma con , ossia
Osservazione: casi specifici di successioni ricorsive lineari
- Se , allora si trova che , ovvero la successione geometrica , quindi
- Se , allora per ogni
- Se , allora
- Se allora
- , allora non ha punti fissi e la progressione è aritmetica: e quindi (ovviamente se diventa un punto fisso)
- , allora e ha come unico punto fisso cioè Definiamo ora e si ha che da cui è una successione geometrica con e quindi In particolare:
- se allora per ogni
- se allora Il caso l’abbiamo già visto prima
Anche in questi casi si può visualizzare con il grafico a ragnatela.
4.3 - Successioni ricorsive non lineari
Ora vediamo il caso generale, ossia le successioni ricorsive non lineari.
In generale, non è possibile stabilire qual è il comportamento di una arbitraria successione , ma in molti casi è possibile farlo se , cioè se prendiamo abbastanza vicino a , facendo così uno studio locale.
Definizione: punto di equilibrio stabile
Data una successione ricorsiva con formula ricorsiva e un punto fisso di , diciamo che è un punto di equilibrio stabile se
Altrimenti, si dice che è un punto di equilibrio instabile.
Definizione: punto di equilibrio asintoticamente stabile
Data una successione ricorsiva con formula ricorsiva e un punto fisso di , diciamo che è un punto di equilibrio asintoticamente stabile se è stabile e se
Teorema di stabilità per linearizzazione
Data una successione ricorsiva con formula ricorsiva e un punto fisso di , allora:
- Se , allora è asintoticamente stabile.
- Se , allora è instabile.
Esempio del teorema di stabilità per linearizzazione
Dato un con . Per ragioni applicative ci limitiamo al caso .
Cerchiamo i punti fissi: e quindi e quindi
- (notare che )
Quindi se abbiamo che è l’unico punto fisso.
Si ha e quindi dunque è asintoticamente stabile.
Notiamo che abbiamo che e l’intervallo viene detto bacino di attrazione.
Vediamo invece che succede se : ora , quindi è instabile. Anche partendo con vicino a , la successione si allontana e sembra convergere a . In effetti, se , allora quindi essendo abbiamo che è asintoticamente stabile.
Per si può invece verificare che sia che sono instabili: al crescere del parametro , la dinamica diventa sempre più complicata (teoria del caos deterministico).
[!osservazione]+ Osservazione: applicazione delle successioni ricorsive nel merge sort
Vediamo ora un’applicazione delle successioni ricorsive nel merge sort.
Determiniamo la complessità del merge sort su un array di elementi, supponendo per semplicità
così posso continuare a dividere l’array in due metà della stessa lunghezza.
Il merge sort ha costo (con costante), dunque
Quindi
Dato che nell’ipotesi iniziale , abbiamo che
Quindi il merge sort ha complessità nel caso peggiore.
Fonti
- 🏫 Corso di Laurea in Informatica (
L-31 R) presso l’Università di Torino:- 📚 Sergio Lancelotti, Lezioni di Analisi Matematica I, Celid, 2020 (ISBN:
978-8867891979):
- Capitolo 3 - Limiti e continuità:
- 5 - Limiti di successioni.